Tecniche di training della Cannabis

Lo scopo del training sulle piante di cannabis è quello di manipolare la sua struttura, al fine di sviluppare una chioma uniforme; per natura la pianta tende a crescere con una base larga e una cima centrale, con il training faremo in modo che la luce raggiunga i vertici delle nostre piante in maniera migliore.

Training su piante autofiorenti?

La varietà di cannabis autofiorente contiene nel suo codice genetico le caratteristiche della Ruderalis, una particolare varietà che fiorisce automaticamente, senza il bisogno del cambio del ciclo di luce. Per questo motivo talvolta non si ha il tempo di far riprendere la pianta dallo stress causato dal training, compromettendo indubbiamente la resa finale.

Il training generalmente è consigliato solo se si ha una discreta esperienza di coltivazione, in quel caso sentiti libero di andare oltre e sperimentare, ricorda solo di attuare queste tecniche solo su autofiorenti giovani e sane. Le piante che hanno subito un qualsiasi shock, potranno non avere la forza di riprendersi adeguatamente dallo stress causato da topping e training.

Quando si esegue il topping o il training sulle autofiorenti, è anche molto importante iniziare il training non appena la pianta ha sviluppato 3-4 nodi, in quanto la maggior parte entrrà nel ciclo di fioritura passate 3-4 settimane dalla germinazione, e stressarle in questo momento potrebbe ostacolare la loro capacità di fiorire.

Si consiglia infine tecniche più “morbide” come LST, ScrOG e SOG ,che andranno a direzionare la pianta senza tagli, ma con l’uso di reti o tiranti, al contrario di tecniche quali topping e fimming che implicano necessariamente l’uso di tagli e che quindi possono andare a stressare la pianta in maniera più considerevole.

Andiamo ora ad osservare da più vicino le più usate tecniche di training.

LST ( Low Stress Training)

Il Low Stress Training consiste nel piegare delicatamente il gambo principale della pianta e legarlo con filo metallico o spago, al fine di costringerlo a crescere verso l’esterno piuttosto che verso l’alto, consentendo così una migliore esposizione alla luce.

Tornando al discorso precedente sulle varietà autofiorenti, possiamo affermare che questa è la migliore tecnica di training, in quanto può essere eseguita su piante molto giovani e aiuta ad aprire la chioma producendo dei fiori sicuramente più grandi.

SOG (Sea Of Green)

 Il SOG è un metodo di coltivazione che prevede l’uso di un “elevato” numero di piccole piante (di solito della stessa varietà) vicine tra loro in piccoli vasi, così da avere un tappeto fogliare uniforme e coltivo in termini di tempo molto rapido. Anche questa tecnica è molto adatta per le autofiorenti, poiché queste piante crescono per loro natura ad altezze inferiori rispetto alle piante fotoperiodiche.

ScrOG (Screen Of Green)

Lo ScrOG consiste nel far crescere la pianta attraverso le maglie di una rete, “ricamando” letteralmente i vari rami e steli della pianta tra le varie maglie per creare un tappeto fogliare piatto e uniforme.

TOPPING

Il topping comporta il taglio della cima superiore di una pianta, al fine di formare due rami principali e quindi successivamente due apicali principali. Questa tecnica fa parte delle tecniche ad alto stress ma che fatta nel modo giusto può risultare molto efficace. Se si vuole sperimentare questa tecnica su piante autofiorenti bisogna farlo quando la pianta è molto giovane e a patto che sia sana, resta comunque una tecnica abbastanza sconsigliata per queste varietà.

FIM (Fuck I Miss)

Il FIM a differenza del topping dove viene rimossa completamente la parte apicale della pianta, comporta solo una rimozione parziale, cercando di risultare meno stressante in quanto non va a danneggiare lo stelo della pianta, anzi va a incoraggiare la produzione di quattro cole principale ( se tutto va nel verso giusto).

SUPER CROPPING

Il super cropping implica la torsione degli steli e dei rami di una pianta per danneggiare il midollo interno lasciando intatta la corteccia esterna, se combinato con LST, aiuta anche ad esporre alla luce un maggior numero di siti di fioritura della pianta, determinando lo sviluppo di fiori più grandi e più pesanti. Questa tecnica può essere abbastanza rischiosa per una varietà autofiorente, ma non impossibile!

Tieni tra le dita una parte del gambo della tua pianta e torcilo delicatamente finché non senti uno schiocco. Fai attenzione, e ricorda che vuoi danneggiare solo il midollo interno dello stelo, non la corteccia esterna.

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